mercoledì 16 ottobre 2013

Negazionismo, M5s e Psi votano no: rinviata l’approvazione immediata del reato

Niente approvazione per il reato contro il negazionismo. La commissione Giustizia del Senato ha infatti respinto la proposta di approvare in commissione in “sede deliberante” il disegno di legge, come aveva chiesto dallo stesso presidente di Palazzo Madama Piero Grasso. Sempre oggi, in occasione della commemorazione del 70esimo del rallestramento del ghetto di Roma, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva auspicato che si facesse presto per l’approvazione definitiva. Ma questa in commissione è saltata e ora Grasso dovrà fissare i lavori per la discussione in Aula prima del voto. Per il rinvio erano necessari i voti di 5 senatori e quindi è stata decisiva la presa di posizione di 4 parlamentari dei Cinque Stelle – la capogruppo Paola Taverna e Enrico Cappelletti, Mario Giarrusso e Maurizio Buccarella - e di Enrico Buemi, socialista eletto nelle file del Pd, già noto per le sue posizioni “prudenti” nella giunta per le elezioni sul caso Berlusconi.


Dopo il voto negativo della commissione il presidente Francesco Nitto Palma ha rinviato il provvedimento a Grasso che ora dovrà convocare una conferenza capigruppo per fissare i tempi della discussione in Aula, contando peraltro che nell’ultima settimana di ottobre l’Aula non lavora perché c’è la sessione di bilancio. A spiegare cos’è successo è la stessa Taverna: “Vogliamo il rispetto della sovranità del Parlamento – assicura – vogliamo informare e rendere i cittadini partecipi: per questo abbiamo detto no alla deliberante e vogliamo che si vada a discutere in Aula. Mi sono offerta di portare in capigruppo la proposta di discutere il provvedimento in Aula anche domani”, aggiunge.

Buemi dal canto suo ha addirittura minacciato di dimettersi da senatore: “Non si può lavorare in sede deliberante in commissione mentre in aula ci sono le riforme. Ma siamo impazziti? Agiamo per esigenze mediatiche?”. Se la decisione dei 5 M5s e di Buemi è stata soprattutto di rispetto delle regole Carlo Giovanardi (Pdl) è contrario nel merito. Giovanardi contrsta tra l’altro che bisogna circoscrivere il tema del negazionismo al solo Olocausto degli ebrei. Di diverso parere il senatore del Pd Felice Casson - tra i firmatari del testo – che sottolinea come la sede deliberante sia “un importante segnale politico” precisando che “questo non significa che non si possano fare degli emendamenti anche in questa sede”. ”E’ un fatto gravissimo – sostiene Giuseppe Lumia (Pd) – La commissione era pronta a scrivere una bella pagina di storia del Parlamento. Avevamo raggiunto un accordo sul contenuto, chi ha bloccato la deliberante in una giornata particolare come questa si assume la responsabilità di connotarsi in modo sbagliato alla domanda del paese che era chiara e netta: dire no al negazionismo”.

Totalmente contraria all’introduzione di questo reato è l’Unione delle camere penali. A chi nega la Shoah bisogna rispondere con le armi della cultura. L’associazione degli avvocati parla di “deriva simbolica del diritto penale” e evidenziano il “diffuso dissenso” di storici e giuristi. “Già vivificare una categoria di reati, come quelli di apologia, è operazione di retroguardia”, lamenta l’Ucpi, ma “ancora più sbagliato” è inserire un reato di opinione. La tragedia della Shoah è così fortemente scolpita nella storia e nella coscienza collettiva del nostro Paese, da “non temere alcuno svilimento se una sparuta minoranza di persone la pone in dubbio o ne ridimensiona la portata. Anzi, proprio il rispetto che si deve al dramma della Shoah dovrebbe consigliare ai legislatori di evitare di trasformare il codice penale senza tener conto dei principi fondamentali del diritto moderno”.

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