Decaduto, almeno da senatore, Silvio Berlusconi, non verrà a mancare anche il soggetto principale della satira ai vignettisti
dei quotidiani italiani, specie a quelli più pungenti nei suoi
confronti? Le 'matite' illustri sentite dall'Adnkronos - da Altan a
Staino a Giannelli - sembrano non temere questo 'vuoto'. Al contrario,
si dicono sicure che il Cavaliere continuerà ad essere in qualche modo al centro della vita politica e dunque anche della satira politica.
Vi mancherà Berlusconi? "No, temo proprio che purtroppo non ci
mancherà affatto, che continuerà a far parlare di sé almeno per un po'
di tempo", risponde Altan,
vignettista di prima pagina su 'Repubblica'. "Del resto - osserva - è
il suo mestiere principale quello di far parlare di sé. Temo dunque che
rimarrà ad essere protagonista delle nostre vignette".
Perché "temo"? Non è contento che non venga a mancare la materia
prima del vostro lavoro? "No - replica secco Altan - preferirei di gran
lunga essere meno ispirato e meno contento come vignettista e più
soddisfatto come cittadino italiano. Faccio fatica a a consolarmi per il
fatto che il Cavaliere continuerà a dare spunti al mio lavoro: sarebbe
meglio avere meno 'verve' satirica e più appagamento politico, etico e
civile".
Più ottimista di Altan è Sergio Staino,
storico vignettista su 'L'Unità'. "Berlusconi decaduto un danno per noi
vignettisti? Assolutamente no! Anzi, è vero l'esatto contrario: ci
aiuta moltissimo. Non ne possiamo più di fare quasi ogni giorno una
vignetta satirica con lui o che parla di lui, ho il computer pieno delle
sue facce e delle sue frasi. Finalmente, basta. Torniamo a liberare la
nostra fantasia!", esulta.
Racconta l'autore di 'Bobo': "Io, per esempio, ieri avrei tanto
voluto fare una vignetta sui 40 milioni di euro stanziati per le navi da
guerra e invece è stato inevitabile che mi sia toccato di farla su
Berlusconi. La sua decadenza, ora dal Senato e presto dalla politica, ci
libera da un'ossessione professionalmente quasi quotidiana. Ci
liberiamo da un impaccio terribile".
In questo caso, dunque, "la soddisfazione del cittadino Staino è la
stessa del vignettista Staino: entrambi non ne potevano più", assicura.
Quanto alle 'scorie' da smaltire, citate nella vignetta satirica di
oggi, "sono ancora dentro di noi, ci vorrà un bel po' di tempo, forse
un'intera generazione. La società va ripulita di queste scorie
berlusconiane; ma la politica non potrà che registrare un'uscita di
scena definitiva di Berlusconi, a parte qualche inevitabile ma isolato
colpo di coda".
Per Emilio Giannelli,
quotidiano vignettista per il 'Corriere della sera', "la 'sparizione'
di Berlusconi ci farebbe davvero indossare il nero del lutto come hanno
fatto in Senato le sue sostenitrici. Ma, sceneggiate a parte, sono
sicuro che il Cavaliere non sparirà come qualcuno sostiene ma continuerà
a imperversare sulla scena politica, anche se non più come primo
protagonista come è stato fino a oggi. Potrà sparire come 'capocomico'
ma rimarrà comunque a far parte della 'compagnia'. Dunque, non dovrò
indossare il lutto".
Tra l'altro, "la cosa buona per noi vignettisti - spiega ancora
Giannelli - è che Berlusconi non solo sta sulla scena politica, il che
lo accomunerebbe a tanti altri personaggi politici; ma ci sta come
autore di 'trovate' per cui, sotto questo punto di vista, è
assolutamente insostituibile per chi fa satira politica. Non nel senso
letterale della parola, però: tutti sono sostituibili. diciamo che è
impareggiabile".
Infatti, osserva, "dopo aver rinunciato nel tempo a Fanfani, ad
Andreotti, a Craxi, potremo benissimo rinunciare anche a Berlusconi:
nessuno è insostituibile, nella politica così come nella satira, che è
sempre destinata a sopravvivere ai personaggi che mette quotidianamente
nel mirino".
Intanto e' stato reso nota una dichiarazione che il senatore del Nuovo centrodestra Renato
Schifani ha fatto oggi ''Ritengo gravemente diffamatorie le frasi che mi riguardano contenute
nell'articolo di Alessandro Sallusti, comparso su 'Il Giornale' di oggi,
giovedì 28 novembre. Per tale ragione, ho dato mandato ai miei legali
di presentare, per mio conto, querela presso l'autorità giudiziaria
competente''.
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