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sabato 7 dicembre 2013

Grillo: "Fermate all'ingresso i 150 'abusivi' in Parlamento"

"In Parlamento siedono 150 abusivi eletti grazie al premio di maggioranza del Porcellum". E' il nuovo attacco del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. "Gi abusivi sono di Pd, Sel, Centro democratico e Svp. La loro elezione non è mai stata convalidata e, in seguito alla pronuncia della Consulta che dichiara incostituzionale il premio di maggioranza, non può più esserlo.



Questi signori non devono più entrare in Parlamento: non hanno alcuna legittimità popolare né istituzionale. Devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio. Senza di loro il governo di Capitan Findus Letta e di Napolitano non esiste più. Bisogna andare al voto al più presto".

martedì 3 dicembre 2013

Vauro contro Travaglio ‘grillino’ senza se e senza ma

Marco Travaglio  adesso si scontra pure contro gli amici come Vauro Senesi. A far scoppiare la guerra tutta interna tra le mura del Fatto Quotidiano è il "Vaffa day" di domenica scorsa del Movimento Cinque Stelle a Genova.




Dal palco Grillo ha pronunciato una frase che ha fatto ricordare l'inquilino di palazzo Venezia degli anni trenta: "Vincere e vinceremo". ha affermato Beppe. Apriti cielo. La citazione di Mussolini ha fatto saltare il banco. Vauro ha prima scritto a Dario Fo dicendogli che "non può stare con chi usa un linguaggio fascista", poi  ha messo nel mirino proprio Marco Travaglio.

In una vignetta Vauro raffigura se stesso con le orecchie d'asino e afferma: "Però Grillo ha detto proprio 'dobbiamo vincere e vinceremo' come Mussolini".

Dall'altro lato risponde Travaglio: "Scherzava dai…". E ribatte il Vauro-asino: "Ok scherzava. Marco ora mi posso togliere il cappello da ciucco?". Insomma il flirt tra Marco e Beppe non va giù agli amici del Fatto.

Già Santoro qualche settimana aveva richiamato Travaglio: "Non puoi difendere Grillo qualunque cosa dica".

Porcellum, Consulta frena. Grillo: "Popolo conta di più dei giudici"

La Corte Costituzionale sembra prendere tempo sulla ammissibilità di un referendum che modifichi la attuale legge elettorale, il "Porcellum". Secondo indiscrezioni, i giudici potrebbero spostare la decisione sulla ammissibilità alla prossima camera di consiglio prevista per il 14 gennaio.


 Secono Aldo Bozzi, l'avvocato promotore della azione contro il "Porcellum", la legge attuale è responsabile di una "reiterata lesione del diritto di voto". "L'esercizio di voto non è libero - ha detto oggi Bozzi durante l'udienza pubblica - ed è condizionato e compresso da questa legge elettorale". Intanto Beppe Grillo attacca la Corte, dicendo che "Il popolo conta più di 15 persone dell'età media di 75 anni".

martedì 29 ottobre 2013

M5S: Grillo ironizza, dissidenti? Siamo sciolti, non c'e' rimasto nessuno

Beppe Grillo lascia il Senato e improvvisa un siparietto. Si allontana dagli uffici del gruppo M5S sgranando gli occhi e chiedendo: "dov'è l'ascensore? Portatemi via".



I cronisti gli domandano dello 'strappo' dei dissidenti, con la senatrice Bignami che ha minacciato le dimissioni in caso di un mancato incontro con il leader. "Ma chi è Bignami?", chiede Grillo. Da dietro le telecamere, il capogruppo Paola Taverna grida: "Beppe, è Laura". "Ma stai scherzando? - replica allora Grillo a una cronista - se vuoi ti dico quel che vuoi sentirti dire: 'siamo sciolti, non c'è rimasto nessuno", grida mentre si chiudono le porte dell'ascensore.

giovedì 24 ottobre 2013

Legge elettorale, vertice da Napolitano. Grillo: "Chiederemo l'impeachment"

Pressing del Quirinale per cambiare la legge elettorale. Giorgio Napolitano ha convocato un vertice con rappresentanti del governo e della maggioranza per sollecitare il superamento del Porcellum prima della sentenza della Consulta, prevista per il 3 dicembre.


Nell'ora di colloquio al Quirinale, Napolitano avrebbe confermato la sua preoccupazione per un Parlamento che non riesce a trovare una soluzione di riforma elettorale e si fa 'battere', nei tempi e nel merito delle modifiche al Porcellum, dalla Consulta. Per raccogliere l'indicazione del Colle, serve un accordo tra Pd e Pdl. Una bozza di quell'intesa esiste già ed è stata esposta, come ipotesi di lavoro, in commissione Affari Costituzionali al Senato. Ma nel Pd non tutti remano in questa direzione. E visto il niet del Pdl verso il doppio turno, la riforma entro dicembre non vedrebbe mai la luce.

All'incontro al Quirinale, (in agenda già da alcuni giorni) c'erano i capigruppo di Pd, Pdl e Scelta Civica e i ministri Dario Franceschini e Gaetano Quagliariello. "Eravamo lì in veste di ministri competenti. Non c'è un'iniziativa del governo. La riforma elettorale è materia parlamentare", ha detto poi Franceschini rispondendo ai cronisti. Alla riunione c'era anche Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali al Senato. Qualche ora più tardi, proprio in commissione a Palazzo madama è stata illustrata un'ipotesi di lavoro, a cui hanno lavorato Doris Lo Moro del Pd e Donato Bruno del Pdl. Si tratta di un sistema proporzionale con un premio di maggioranza che scatta alla Camera per quella lista o coalizione che raggiunge il 40 per cento.

Quanto alla scelta degli eletti il 20% dei seggi, senza prevedere voto di preferenza, viene calcolato su liste circoscrizionali di candidati, con alternanza di genere, nelle attuali 26 circoscrizioni. Il restante. L'80% dei seggi, sempre con metodo proporzionale, viene assegnato "su base circoscrizionale, su liste di candidati in collegi plurinominali collegate reciprocamente con liste circoscrizionali". Una bozza che la renziana Di Giorgi boccia così: "L'ipotesi di lavoro illustrata in commissione al Senato da Doris Lo Moro e Donato Bruno è del tutto insufficente e non condivisibile. Si tratta di un proporzionale e che, per di più, con un premio che scatta dal 40 per cento costringe ad ammucchiate che portano a tutto tranne che alla governabilità".

L'area renziana del Pd chiede che si lasci da parte ogni tipo di accordo al ribasso, ovvero che preveda uno schema proporzionale con il rischio di 'larghe intese per sempre' che si porta dietro. "Il Capo dello Stato giustamente invita a fare presto - dice il renziano Andrea Marucci - non a fare male. Il Porcellum va superato ma la nuova legge elettorale deve migliorare la situazione, non renderla immutabile. Matteo Renzi ha espresso una proposta che oggi è di tutto il Pd, tornare indietro non si può". Miguel Gotor, già 'consigliere' di Pier Luigi Bersani e ora senatore, fa notare che senza un accordo con il Pdl, alla fine resta il Porcellum: "Se si vuole per davvero cambiare il Porcellum è necessario trovare un`intesa con le altre forze politiche. Altrimenti si fa propaganda o, peggio, si dice di volerlo modificare, ma in realtà si è impegnati a mantenerlo in vigore nascondendo la mano. I modi che abbiamo visto praticati in questi anni sono due: o si rilancia di continuo la posta alla ricerca di una legge perfetta che garantisca in automatico la governabilità oppure si fa melina agitando lo spettro delle larghe intese per sempre".

Intanto le opposizioni insorgono per il vertice 'di maggioranza' oggi al Quirinale. Per primo tira fuori la questione Roberto Calderoli. "Ritengo inaccettabile, inaudito e assolutamente non previsto dalla Costituzione il vertice di maggioranza che di fatto ha convocato oggi il presidente Napolitano al Quirinale. Lui deve essere il presidente di tutti e non di maggioranza e non spetta certo a lui convocare vertici di maggioranza soprattutto in relazione a una materia squisitamente parlamentare come la materia elettorale". Durissimo poi il Movimento 5 Stelle: "Siamo di fronte all'ennesimo colpo di mano del Quirinale", dicono i capigruppo Paola Taverna e Alessio Villarosa e in serata arriva l'attacco al curaro di Grillo: "Sta succedendo una cosa vergognosa", con la complicità "delle tv e del mondo dell'informazione. Senza dire niente a nessuno Napolitano ha convocato degli esponenti del Pdl e pdmenoelle -c'erano Finocchiaro, Schifani- li ha invitati quasi di nascosto per modificare la legge elettorale. Ora passiamo dal Porcellum al Napolitarellum". Il leader del M5S rilancia la proposta "di impecheament per Napolitano", annunciando: "Abbiamo già dato mandato al nostro ufficio legale". Per Grillo, "vogliono cambiare la legge elettorale per tagliarci fuori" con un "giochetto miserabile. Vogliono tagliare fuori 9 milioni di italiani".

Critiche anche da Fratelli d'Italia con Guido Crosetto e da Sel con Loredana De Petris: "Troviamo a dir poco inconsueto che oggi si sia svolto al Quirinale un inedito vertice sulla legge elettorale tra il Presidente della Repubblica e i partiti della maggioranza, poco prima della presentazione della ipotesi di lavoro avanzata dai relatori sulla modifica del sistema elettorale".

Ma a fine giornata dal Colle si apprende che il Quirinale, "si riserva di ascoltare i vari gruppi di opposizione, nelle modalità più opportune", sul percorso parlamentare della riforma elettorale. Da sempre il capo dello Stato ha auspicato, per l'indispensabile revisione delle norme di elezione per Camera e Senato, il più ampio concorso possibile da parte di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento

martedì 15 ottobre 2013

Grillo contro Fazio: ''Verremo a Sanremo'' La replica: ''Se hai pezzi belli ti prendiamo''

Fabio Fazio ancora una volta nel mirino di Beppe Grillo, che attacca il conduttore Rai con un intervento al vetriolo sul suo blog. E un post scriptum che suona come un avvertimento: "verremo a cantare a Sanremo. Ripeto: verremo a cantare a Sanremo". "Il programma 'Che tempo fa' di Fazio, lo stuoino del pdmenoelle - scrive il leader M5S - è prodotto da Endemol di proprietà al 33% di Mediaset. La Rai compra il suo programma da Berlusconi invece di produrlo internamente".


"Non ci vorrebbe molto a farlo da parte dell'emittente pubblica - riflette Grillo - la Rai ha 10.476 dipendenti". Poi il leader M5S si sofferma sul battibecco Fazio-Brunetta di domenica scorsa. "Quando Fazio afferma 'Io faccio guadagnare la mia azienda', a chi si riferisce? A Endemol? - chiede polemico Grillo - Fazio dice che lui si guadagna i suoi soldi: 'Questo programma è interamente pagato interamente dalla pubblicità'. Il suo contratto è stato rinnovato per tre anni per un importo di 5.400.000 euro, pari a 1.800.000 all'anno. Fazio di che parla? Quali guadagni si attribuisce? La Rai è tecnicamente fallita, nel 2012 ha perso 245,7 milioni di euro e le previsioni per il 2013 sono di una perdita superiore a 400 milioni. Gubitosi e la Tarantola dove trovano i soldi da dare a Fazio? Come giustificano un contratto che è un insulto alla condizione del Paese e ai lavoratori della RAI? Con che faccia?", incalza Grillo.

"I ricavi della Rai sono di 1.748 milioni, dalla pubblicità entrano 675 milioni. Nel 2012 gli incassi pubblicitari sono diminuiti di 209 milioni e quest'anno forse ne perderà il doppio - fa i conti Grillo - In questa situazione cosa farebbe un qualunque amministratore, con un organico pletorico e conti in rosso? Si affiderebbe alle professionalità interne e diminuirebbe i costi dei programmi acquistati all'esterno. Invece la coppia Tarantola&Gubitosi fa esattamente il contrario".

"La Rai - va avanti il leader M5S - ha incassato lo scorso anno 2.683 milioni e ne ha speso il 60% "per consumi di beni e servizi esterni", un'allucinante cifra di 1.612,6 milioni. La Rai è pagata dal canone e le sue perdite sono ripianate con le tasse, è un'azienda pubblica, deve essere trasparente come una casa di vetro. Fazio la pensa diversamente: 'Credo che la Rai debba essere tutelata. E' un'azienda sul mercato (?). Credo che rivelare continuamente conti, soldi, scelte non faccia bene a questa azienda', scrive Grillo riportando le parole del conduttore di 'Che tempo fa'.

"Invece la Rai - secondo il leader stellato - farebbe molto bene a fornire i dati sulle spese, in particolare quelle esterne anche se questo dispiace (e ti credo!) a Fazio: 'Io non posso dire quanto guadagno. L'azienda mi vincola alla riservatezza. Non vado contro la mia azienda'. Segue il post scriptum. "Ps: Verremo a cantare a San Remo. Ripeto: verremo a cantare a San Remo".

Immediata la risposta di Fabio Fazio che twitta la replica al post di Grillo: "@beppe_grillo: 'Verremo a cantare a Sanremo. Ripeto: verremo a cantare a Sanremo'. Se hai due pezzi belli ti prendiamo! Ripeto: due pezzi!".

Endemol in una nota precisa: "Mediaset non fa più parte dell’azionariato di Endemol, quindi non corrisponde al vero quanto affermato da Beppe Grillo, sul suo blog, nel quale, relativamente a 'Che tempo che fa', ha affermato che 'è prodotto da Endemol di proprietà al 33% di Mediaset".

Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, protagonista nei giorni scorsi di un botta e risposta con Fazio, scrive su Twitter: ''Mi fa molto piacere che Grillo ci segua e condivida le mie battaglie per la trasparenza in Rai? ben arrivato''.

domenica 13 ottobre 2013

Renzi a piedi uniti sul governo. Zanonato : e' come Grillo !

Non sulla scuola né sul bipolarismo o sul suo marchio di fabbrica, la rottamazione della vecchia politica. Delle parole di Matteo Renzi, che il 12 ottobre ha inaugurato a Bari la sua corsa alle primarie per la segreteria del Pd, ha fatto discutere soprattutto la posizione sulla giustizia. "Affrontare così il tema dell'amnistia è un gigantesco errore", è il parere di Renzi: meglio intervenire prima "su riforme strutturali, come la custodia cautelare". E se per il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, sul tema dell'amnistia e dell'indulto il sindaco di Firenze "ragiona in termini puramente propagandistici, stile Grillo", Emma Bonino lo invita a "leggere bene il messaggio di Napolitano prima di rottamarlo". Punto sul quale Renzi ha voluto replicare: "Non ho parlato contro il presidente della Repubblica".


Zanonato: "Su amnistia Renzi come Grillo" - Per il ministro dello Sviluppo economico, sulle questioni al centro del dibattito sulla giustizia in questi giorni, "Renzi ragiona in termini puramente propagandistici, stile Grillo: 'mi conviene dire di più una cosa o l'altra sotto il profilo del consenso che poi alla fine ottengo?'. Non entra nel merito della questione". Cioè "che le carceri, così come sono, oltre a produrre effetti drammatici sulla popolazione carceraria che è costretta vivere in una situazione assolutamente inaccettabile, produce l'effetto terribile che rimette alla fine del ciclo della pena in circolo persone che non possono avere altre alternative che continuare a delinquere, quindi con una recidiva altissima", ha spiegato Zanonato. Che ha poi difeso su Twitter la sua critica a Renzi.

sabato 12 ottobre 2013

Grillo & Casaleggio persa un occasione per tacere.

Grillo (che ha sposato un’iraniana) e Casaleggio non sono né razzisti né xenofobi, come s’è affrettata a scrivere la stampa di regime: semplicemente, essendo abituati al contatto con la gente, conoscono bene i sentimenti profondi e inconfessabili che animano milioni di italiani costretti a una vergognosa guerra tra poveri da una politica inetta e distante. E temono di veder equiparato il loro movimento ai partiti che chiacchierano in tv, piangono ai funerali e non fanno nulla. Ma, sulla clandestinità, i due capi dei 5Stelle hanno perso un’occasione per tacere.
Trucco involontariamente svelato: intanto Grillo & Casaleggio sono i capi del movimento e poi i voti li prendono intercettando la guerra tra poveri, i cui sentimenti conoscono bene.
A Grillo, quelli che gli scrivono i testi, hanno dunque scritto (con buona pace di sintassi, lessico e grammatica) che anche il Fatto Quotidiano è merda e lui l’ha recitato:
“Possente campagna sul Fatto Quotidiano, che ha sostituito l’Unità come organo del PD (menoelle, ndr), ricca di battute e insulti contro Beppe Grillo (nuovo leghista…) e parte della rete M5S che non si prostra alle gonnelle piddine e al’ipocrisia del momento sul tema immigrazione. Con articoli di basso livello e mediocri ricchi di insulti, velate porcate e accuse di xenofobia, borghezio oriented e invito a mandare a fare in culo i garanti dell’M5S, nonchè sobillare i nostri senatori e deputati. Inutile linkare, potete andare a leggere sul loro sito. Sempre vero: meglio nemici diretti, che falsi amici. Posso solo non acquistare il fatto quotidiano; piu’ serio comprare l’Unità o nulla (come faccio da tempo), giornale di partito non mascherato che non ti prende per il culo.” Tinazzi2
A Il Fatto non si rassegnano e continuano ad allisciare il pelo di quest’animale che hanno contribuito a lanciare sul mercato, non più ricambiati.
Se continuano così, per dirla con Travaglio
finiranno come i gatti, a leccarsi il culo da soli

giovedì 10 ottobre 2013

Grillo ? Un fascista !

Abolizione del reato di immigrazione clandestina e finanziamento pubblico ai partiti. Sono i due temi centrali attorno ai quali si consuma oggi il caos dei 5 Stelle. Ma a disorientare i parlamentari grillini e', in particolare, la sconfessione pubblica da parte dei due leader del Movimento, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che in un posto sul blog dell'ex comico genovese, prendono nettamente le distanze dall'iniziativa dei senatori Buccarella e Cioffi, autori di un emendamento al Senato per l'abolizione del reato di clandestinita'. "Il M5S - ricordano Grillo e Casaleggio - non e' nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinita', presente in Paesi molto piu' civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico". Un post che scroscia su Roma come una doccia gelata - in contemporanea con l'incontro al Colle sulle proposte in merito al problema del sovraffollamento delle carceri - suscitando l'approvazione di alcuni pentastellati e la sopresa se non il disappunto di altri. E' ad esempio Buccarella in persona che non solo si dice "sorpreso", ma rivendica anche l'iniziativa:


"Non e' stato un errore". Fatto sta che questa sera i gruppi dei grillini di Camera e Senato si riuniranno in assemblea congiunta. Ma i parlamentari pentastellati finiscono anche al centro di un'altra polemica: questa volta teatro dello scontro e' la Camera, dove e' in discussione il ddl per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ad accendere la miccia e' il grillino Fraccaro che, intervenendo in Aula, definisce i colleghi degli altri partiti "ladri". E' subito bagarre nell'emiciclo, mentre un altro grillini, Di Battista, denuncia minacce alla volta dei 5 Stelle: "I deputati del Pd si sono avvicinati minacciando, augurandoci la morte, dicendo 'vi aspettiamo fuori, vi ammazziamo'", riferisce. Difficilmente, con gli attriti in atto anche nella maggioranza - il Pdl vorrebbe eliminare il tetto alle donazioni dei privati e rischia cosi' di saltare l'intesa raggiunta - il ddl sara' licenziato in giornata. Un nuovo scontro si consuma anche a palazzo Madama, dove in Aula i leghisti espongono dei cartelli contro l'abolizione del reato di clandestinita' e la seduta viene sospesa. I grillini, intanto, decidono il silenzio stampa fino alla riunione di questa sera.

Cioffi (M5S), non decide Grillo ma l'assemblea - "Facciamo una riunione, ne parliamo e vediamo che decide la maggioranza". Cosi' Andrea Cioffi, senatore 5 stelle cofirmatario insieme a Maurizio Buccarella dell'emendamento che abolisce il reato di immigrazione clandestina, oggi sconfessato dal post di Grillo e Casaleggio, risponde in un'intervista a Europa on line. Ma ne parlerete anche con Grillo? "Non lo so, ma il regolamento parla chiaro: decide la maggioranza dei parlamentari eletti riuniti in assemblea. Cioffi dice inoltre di non temere di essere espulso: "Assolutamente no" risponde. "La nostra posizione - aggiunge Cioffi - l'abbiamo spiegata nell'emendamento. Abbiamo spiegato in tutte le salse che il reato di immigrazione clandestina e' un falso problema perche' non fa altro che ingolfare i tribunali. Non ci possiamo permettere quei costi. Cosi' sottraiamo risorse alla polizia per il controllo delle strade. Un emendamento che aveva solo un senso tecnico...". Stasera un'assemblea congiunta di deputati e senatori discutera' di questo.

Intanto sul blog di Grillo scoppia la rivolta. La base si rivolta contro la presa di distanza di Grillo e Casaleggio sull'emendamento al Senato per l'abolizione del reato di clandestinità. Massimiliano C., da Roma, scrive: "E finalmente la maschera del guitto ligure è caduta mostrando il fez e il moschetto cha ha sempre cercato di nascondere con demagogia e populismo. Vai così, con internet e moschetto il grillino è perfetto". Ma c'è chi gli dà direttamente del 'fascista'. Qualcuno a favore del leader c'è, ma sono in minoranza: "Avete rischiato di non prendere più il mio voto e chissà quanti ancora, con una mossa tanto ingenua quanto inaspettata - e non dico altro!".

mercoledì 9 ottobre 2013

Ancora attacchi di Grillo al PDR

Beppe Grillo all'attacco del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all'indomani dello scontro con i grillini seguito al messaggio sulle carceri alle Camere. Sulla questione il Capo dello Stato, a detta del leader M5S, versa "lacrime napulitane" "sospette", ma "Ccà nisciuno è fesso", avverte Grillo.

 
"Le lacrime napulitane versate per coloro che sono detenuti - scrive Grillo - sono sospette da parte di chi è parte fondante di questa classe politica dal 1953 ed è ora nel suo ottavo anno di presidenza. Le carceri sono piene perché molte sono inutilizzate, perché leggi inutili e dannose come la Fini-Giovanardi sono in vigore, perché i cittadini extracomunitari e comunitari detenuti non vengono mandati nel loro Paese a scontare la pena".

Il leader del M5S si rivolge direttamente al capo dello Stato. "Cosa ha fatto su questi punti, signor Presidente? Con quale urgenza si è mosso in questi anni? Si è svegliato ora con una soluzione che non risolve nulla". Beppe Grillo ribadisce che il ''sospetto'' che l'appello del presidente della Repubblica ''avvenga per salvare Berlusconi e una miriade di colletti bianchi è lecito''. Dura replica anche all'attacco di Napolitano al Movimento (''hanno un chiodo fisso e se ne fregano dei problemi del paese'' ha detto martedì da Cracovia). "Lei dovrebbe essere super partes e non lo è quando attacca il M5S, che rappresenta otto milioni e mezzo di italiani, che ha restituito i finanziamenti elettorali, che si è tagliato gli stipendi, che sta ogni giorno nel Paese e tra la gente al contrario del Palazzo che lei rappresenta, signor Presidente". "Si è vero, abbiamo un chiodo fisso - prosegue il leader M5S ricalcando le parole del Presidente - quello dell'onestà, e non lo baratteremo con nessuno. Su questo lei ha ragione, signor Presidente. Noi non molleremo, si metta l'animo in pace"

giovedì 3 ottobre 2013

Alfano e la pace armata col cavaliere

Dopo il voto di fiducia di ieri, il Pdl che ha votato compatto ma è ormai diviso si ritrova in serata in due diverse riunioni. Da una parte i dissidenti del segretario Alfano, che si ritrovano in un palazzo a due passi da Montecitorio, dall'altra i fedelissimi di Berlusconi, che incontrano il leader a Palazzo Grazioli.
LA RIUNIONE DEI DISSIDENTI - Sono ormai le dieci di sera quando il manipolo dei 'ribelli' del Pdl capitanati da Angelino Alfano, si dirigono alla spicciolata un palazzo a pochi metri da Montecitorio. E' la prima riunione dei 'dissidenti'.


 C'è Angelino Alfano, ma ci sono anche Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin, e con loro sono arrivati numerosi deputati e senatori tra quelli che oggi si sono detti disponibili a formare nuovi gruppi parlamentari a sostegno del governo Letta.
Tra gli altri, i parlamentari del Popolo della libertà Rosanna Scopelliti, Antonio Azzollini, Enrico Costa, Nico D’Ascola, Andrea Augello, Gianni Mancuso, Carlo Giovanardi, Roberto Formigoni, Alessandro Pagano e Vincenzo Piso.
A incontro non ancora finito, esce dalla riunione Roberto Formigoni: “Ho lanciato la proposta di formare nuovi gruppi. E’ iniziata la discussione, ma non è detto si arrivi oggi a una decisione. Se la discussione va avanti, ci aggiorniamo a domani”. Formigoni ha anche ribadito che “siamo in settanta”.
Il senso della riunione trapela e il ragionamento è il seguente: Noi facciamo parte del Pdl ma non ci riconosciamo nella nuova Forza Italia e nella linea dei falchi. Oggi si è aperta la questione all’interno del partito, ma non dobbiamo essere precipitosi sulla formazione di nuovi gruppi parlamentari.
Dopo Angelino Alfano sono intervenuti anche i ministri Gaetano Quagliariello e Umberto Lupi. Negli interventi sarebbe emersa innanzitutto la consapevolezza di aver compiuto oggi, con la fiducia al governo Letta, un atto positivo per l’Italia e per il centrodestra: gli elettori, i cittadini, ma anche le associazioni e le categorie non ci avrebbero perdonato una crisi di governo, e non l’avrebbero perdonata al centrodestra.
Quanto al partito, i presenti hanno confermato di essere leali nei confronti di Silvio Berlusconi ma hanno evidenziato i problemi esistenti con i ‘falchi’ sia sul piano della linea politica, sia anche per il logoramento dei rapporti umani. Di qui la convinzione espressa da alcuni di sentirsi parte del Pdl ma non della nuova Forza Italia, più bilanciata sulla linea dei falchi.

I BIG A PALAZZO GRAZIOLI - Contemporaneamente è in corso a palazzo Grazioli una riunione tra Silvio Berlusconi e diversi big del Pdl. A via del Plebiscito sono arrivati Raffaele Fitto, Saverio Romano, Mara Carfagna, Renata Polverini e Gregorio Fontana. L’incontro - a quanto si apprende - servirà per fare il punto della situazione anche alla luce della riunione in corso tra i cosiddetti dissidenti e il segretario del Pdl, Angelino Alfano.

mercoledì 2 ottobre 2013

Letta : guardare lontano

"Si lavorera' con una maggioranza politica coesa. Se questa maggioranza politica coesa e' diversa dalla maggioranza numerica che oggi mi da' la fiducia io lavorero' lo stesso con la maggioranza politica coesa, perche' credo che sia oggi fondamentale che ci sia chiarezza sulle cose da fare". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo intervento alla Camera.


 "Quello di oggi e' un giorno storico per la nostra democrazia. Da stamane abbiamo condizioni di chiarezza in piu', abbiamo la possibilita' di fare un lavoro che ci consenta di guardare lontano". Lo dice Enrico Letta nel suo intervento alla Camera.

Intanto Beppe Grillo rilancia su Twitter le immagini, riprese nell'Aule del Senato, del labiale di Enrico Letta che, dopo l'intervento di Silvio Berlusconi, commenta: 'Un grande'. "Il video sopra si commenta da se' - scrive il leader M5S sul blog - Letta pidiellino ad honorem". Seguono due dichiarazioni del premier. Quella di oggi "'Berlusconi e' un grande' Enrico Letta, 2 ottobre 2013'" e un'altra datata "13 luglio 2012: 'Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo'".

domenica 29 settembre 2013

Governo: Grillo e Casaleggio, no accordi, andiamo al voto col Porcellum

Roma, 28 set. (Adnkronos) - No ad accordi e nessuna fiducia. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in contatto continuo in queste ore, tracciano la linea del Movimento. E ribadiscono il loro no alla riforma del Porcellum "per evitare un super-Porcellum".


In sintesi, "no a fregature studiate apposta per metterci fuori gioco". A quanto apprende l'Asfaltato, il leader e il guru del M5S non sono sorpresi dall'accelerazione della crisi di governo. "Vedrete, dureranno poco", ripeteva Grillo ai suoi in questi giorni.

venerdì 27 settembre 2013

Manifestazione F.I. a Roma il 4 ottobre

Il 4 ottobre a Roma andrà in scena la manifestazione di Forza Italia per sostenere Silvio Berlusconi. "Per reagire all'attacco contro il presidente Silvio Berlusconi e il diritto alla piena rappresentanza di milioni di italiani che lo votano, Forza Italia ha deciso di convocare una manifestazione per venerdì 4 ottobre, in concomitanza con la riunione della Giunta per le autorizzazioni del Senato. La manifestazione dal titolo 'Siamo tutti decaduti' - si legge sul sito - si terrà alle ore 17 a Roma, a Piazza Farnese. L'attacco allo stato di diritto e ai fondamentali principi democratici merita una nostra fortissima risposta. Ti aspettiamo, non mancare".



 Intanto, è in corso una riunione a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i big del Pdl. A via del Plebiscito sono ora presenti i due capigruppo di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani. Atteso anche il vice premier Angelino Alfano, ora a palazzo Chigi per incontrare il premier Enrico Letta.