Visualizzazione post con etichetta bossi fini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bossi fini. Mostra tutti i post

martedì 15 ottobre 2013

Operazione : Mare Nostrum

Cinque unità navali d’altura con una decina tra aerei, droni ed elicotteri. Il dispositivo militare messo in campo dall’Operazione “Mare nostrum” per il pattugliamento ed il soccorso dei migranti si aggiunge alle forze della stessa Marina, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto già da settimane impegnate a soccorrere migliaia di persone in arrivo dal Nordafrica.

                      

Il ministro della Difesa, Mario Mauro, ha parlato ieri di costi sostenuti finora pari a 1,5 milioni di euro al mese, previsti in crescita dai prossimi giorni quando verranno assegnate alla nuova operazione la nave da assalto anfibio San Marco, 2 fregate classe Maestrale e due pattugliatori delle classi Comandanti e Costellazioni. L’unico dato certo è che le spese verranno gestite con i bilanci dei singoli ministeri, come annunciato dal governo, probabilmente attingendo dai 190 milioni di euro messi a disposizione nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri per l’emergenza immigrazione ( più 20 milioni per l’accoglienza dei minori) . Per “Mare nostrum” fonti di stampa hanno previsto un onere finanziario di circa 4 milioni di euro al mese ma, conti alla mano, la spesa potrebbe essere più che doppia.
Prendendo a riferimento le “tabelle di onerosità” delle unità navali della Marina Militare un giorno di navigazione di una Maestrale costa circa 60 mila euro, del San Marco 45 mila e tra i 12 e i 15 mila euro dei pattugliatori. L’impiego delle sole unità navali costerà quindi 192 mila euro al giorno ai quali aggiungere il costo delle ore di volo della decina di velivoli assegnati all’operazione.

Almeno 4 gli elicotteri AB-212 coinvolti con un costo orario di 4 mila euro come quello del drone Reaper (Predator B) messo a disposizione dall’Aeronautica Militare e che verrà probabilmente trasferito dalla base di Amendola (Foggia) a una più vicina al Canale di Sicilia ( forse a Trapani). I due sofisticati elicotteri EH-101 dotti di radar per la ricerca di superficie costano 7 mila euro a ora di volo mentre tra gli aerei da pattugliamento i costi variano dai 2 mila euro dei piccoli Piaggio P-180 ai 13 mila euro dei grandi e vecchi Breguet Atlantic.

Anche ipotizzando un impegno dei mezzi aerei di sole 15 ore di volo al giorno si raggiunge un costo medio di 90 mila euro. Sommando i costi aerei e navali più le indennità d’imbarco dei circa 800 marinai delle cinque unità navali coinvolte si può ipotizzare una spesa media giornaliera di 300 mila euro, cioè 9 milioni di euro al mese a cui aggiungere 1,5 milioni per il dispositivo di unità costiere già in azione per un totale di 10,5 milioni. Con l’arrivo dell’inverno e del maltempo dovrebbe calare il flusso di barconi e anche i costi dell’impegno navale italiano, variabili destinate nuovamente a impennarsi la prossima primavera in assenza di soluzioni che portino a sgominare le gang arabe di trafficanti di esseri umani e far cessare i flussi migratori. Compiti che non sembrano alla portata dei governi nordafricani e in particolare di quello libico.

 Infatti il punto debole di “Mare nostrum” non è nel dispositivo militare messo in campo ma negli obiettivi perseguiti dalla missione. Se il compito è solo quello di soccorrere in mare e portare in Italia gli immigrati africani allora la missione rischia di essere senza fine perché la presenza navale italiana incoraggerà i flussi migratori e ingigantirà il business delle organizzazioni criminali. Nonostante le assicurazioni del governo che la missione si integrerà con il sistema di pattugliamento europeo Frontex e quello di rilevamento della Ue Eurosur è evidente che il peso dell’intervento sul mare e del problema immigrati ricadrà sull’Italia, come avvenne due anni or sono in seguito al conflitto libico. Frontex di fatto non schiera unità navali nel Canale di Sicilia ed Eurosur sarà operativo solo a dicembre e non salverà ne assisterà un solo naufrago.
Poco convincenti anche le dichiarazioni del ministro degli Interni, Angelino Alfano, che ieri ha detto che le persone soccorse da navi italiane non saranno necessariamente portate in Italia e che con “Mare Nostrum” l’Italia “rafforza la protezione della frontiera” perché “c’è la deterrenza che si ha dal pattugliamento, più l’intervento delle Procure della Repubblica cha già in due circostanze hanno sequestrato le navi e arrestato l’equipaggio, la somma del pattugliamento e dell’azione della polizia giudiziaria e della magistratura avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa impunemente di fare traffico di esseri umani”.

 Difficile però scoraggiare i trafficanti aiutando i loro “clienti” a raggiungere l’Italia. Anche se la missione annunciata è stata definita umanitaria e di soccorso, desta qualche sospetto la composizione dello strumento aeronavale navale messo in campo che avrebbe una reale capacità di contrastare l’immigrazione illegale. Specie le fregate lanciamissili Maestrale le cui caratteristiche mal si prestano al soccorso di civili. Navi da oltre 3 mila tonnellate, pesantemente armate, con poco spazio a bordo per ospitare naufraghi e molto onerose. Perché impiegare due navi con simili caratteristiche per una missione solo di soccorso?
Teoricamente ci sarebbero quindi i margini anche per azioni più complesse e “militari”, da coordinare con il governo libico. Grazie alla loro autonomia di quasi 30 ore di volo i droni possono sorvegliare costantemente i porti di partenza dei barconi consentendo alle navi militari di raggiungerli appena al di fuori delle acque libiche. La nave San Marco oltre a imbarcare un ospedale e il comando dell’operazione ospita anche mezzi da sbarco e fucilieri di Marina: mezzi e truppe idonei a riaccompagnare in sicurezza sulle coste libiche immigrati recuperati in mare sotto la scorta deterrente delle Maestrale.

giovedì 10 ottobre 2013

Grillo ? Un fascista !

Abolizione del reato di immigrazione clandestina e finanziamento pubblico ai partiti. Sono i due temi centrali attorno ai quali si consuma oggi il caos dei 5 Stelle. Ma a disorientare i parlamentari grillini e', in particolare, la sconfessione pubblica da parte dei due leader del Movimento, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che in un posto sul blog dell'ex comico genovese, prendono nettamente le distanze dall'iniziativa dei senatori Buccarella e Cioffi, autori di un emendamento al Senato per l'abolizione del reato di clandestinita'. "Il M5S - ricordano Grillo e Casaleggio - non e' nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinita', presente in Paesi molto piu' civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico". Un post che scroscia su Roma come una doccia gelata - in contemporanea con l'incontro al Colle sulle proposte in merito al problema del sovraffollamento delle carceri - suscitando l'approvazione di alcuni pentastellati e la sopresa se non il disappunto di altri. E' ad esempio Buccarella in persona che non solo si dice "sorpreso", ma rivendica anche l'iniziativa:


"Non e' stato un errore". Fatto sta che questa sera i gruppi dei grillini di Camera e Senato si riuniranno in assemblea congiunta. Ma i parlamentari pentastellati finiscono anche al centro di un'altra polemica: questa volta teatro dello scontro e' la Camera, dove e' in discussione il ddl per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ad accendere la miccia e' il grillino Fraccaro che, intervenendo in Aula, definisce i colleghi degli altri partiti "ladri". E' subito bagarre nell'emiciclo, mentre un altro grillini, Di Battista, denuncia minacce alla volta dei 5 Stelle: "I deputati del Pd si sono avvicinati minacciando, augurandoci la morte, dicendo 'vi aspettiamo fuori, vi ammazziamo'", riferisce. Difficilmente, con gli attriti in atto anche nella maggioranza - il Pdl vorrebbe eliminare il tetto alle donazioni dei privati e rischia cosi' di saltare l'intesa raggiunta - il ddl sara' licenziato in giornata. Un nuovo scontro si consuma anche a palazzo Madama, dove in Aula i leghisti espongono dei cartelli contro l'abolizione del reato di clandestinita' e la seduta viene sospesa. I grillini, intanto, decidono il silenzio stampa fino alla riunione di questa sera.

Cioffi (M5S), non decide Grillo ma l'assemblea - "Facciamo una riunione, ne parliamo e vediamo che decide la maggioranza". Cosi' Andrea Cioffi, senatore 5 stelle cofirmatario insieme a Maurizio Buccarella dell'emendamento che abolisce il reato di immigrazione clandestina, oggi sconfessato dal post di Grillo e Casaleggio, risponde in un'intervista a Europa on line. Ma ne parlerete anche con Grillo? "Non lo so, ma il regolamento parla chiaro: decide la maggioranza dei parlamentari eletti riuniti in assemblea. Cioffi dice inoltre di non temere di essere espulso: "Assolutamente no" risponde. "La nostra posizione - aggiunge Cioffi - l'abbiamo spiegata nell'emendamento. Abbiamo spiegato in tutte le salse che il reato di immigrazione clandestina e' un falso problema perche' non fa altro che ingolfare i tribunali. Non ci possiamo permettere quei costi. Cosi' sottraiamo risorse alla polizia per il controllo delle strade. Un emendamento che aveva solo un senso tecnico...". Stasera un'assemblea congiunta di deputati e senatori discutera' di questo.

Intanto sul blog di Grillo scoppia la rivolta. La base si rivolta contro la presa di distanza di Grillo e Casaleggio sull'emendamento al Senato per l'abolizione del reato di clandestinità. Massimiliano C., da Roma, scrive: "E finalmente la maschera del guitto ligure è caduta mostrando il fez e il moschetto cha ha sempre cercato di nascondere con demagogia e populismo. Vai così, con internet e moschetto il grillino è perfetto". Ma c'è chi gli dà direttamente del 'fascista'. Qualcuno a favore del leader c'è, ma sono in minoranza: "Avete rischiato di non prendere più il mio voto e chissà quanti ancora, con una mossa tanto ingenua quanto inaspettata - e non dico altro!".

mercoledì 9 ottobre 2013

Senato: "Via reato clandestinità"

Roma, 9 ott. (Ign) - Via libera all'emendamento per l'abolizione del reato di immigrazione clandestina. La commissione Giustizia del Senato ha approvato il testo del M5S, a firma di Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi. L'emendamento ha potuto contare sui voti a favore dei pentestellati e del partito democratico.


"Con questo emendamento le espulsioni dei cittadini irregolari potranno procedere per via civile senza inghippi e spese burocratiche (che gravano sulle tasche dei cittadini italiani) e chi troverà persone in mezzo al mare potrà salvarle senza incorrere in nessun tipo di reato. Non li lasceremo più morire. Più sicurezza e più umanità". Così i senatori del M5s Buccarella e Cioffi, presentatori dell'emendamento.

"Il parere favorevole del governo e l'approvazione dell'emendamento che abroga il reato di immigrazione clandestina rappresentano due ottime notizie". Così Khalid Chaouki, deputato Pd e responsabile Nuovi italiani del partito. "Con il voto in commissione Giustizia del Senato - prosegue Chaouki - inizia un percorso che, in tempi rapidi, dovrà cancellare questo odioso reato che criminalizza i sopravvissuti alla drammatica tragedia di Lampedusa e porre le basi per una nuova legge sull'immigrazione. Un plauso al sottosegretario Cosimo Ferri, al governo e ai colleghi del Senato - conclude - per questa prima concreta decisione dopo le ore di commozione e di lutto".

Anche da Scelta Civica arrivano voci di apprezzamento per la decisione della commissione: "Il voto della commissione giustizia del Senato sull'abrogazione del reato di immigrazione clandestina - ha dichiarato Andrea Mazziotti, responsabile giustizia di Scelta Civica - è un'ottima notizia. Spero che l'emendamento passi anche in Aula e poi alla Camera. Abbiamo sempre detto che è un reato assurdo che non contribuisce in nessun modo a ridurre il fenomeno degli sbarchi e dei clandestini. Per questo - ha concluso Mazziotti - abbiamo sostenuto anche il referendum radicale, ma sarebbe bello se il parlamento evitasse il ricorso al voto referendario. Su questo e su altri temi, come quelli della giustizia".