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mercoledì 6 novembre 2013
Palazzo Madama, passa odg cinque stelle: via libera a taglio diaria dei senatori a vita
'Sgambetto' dei senatori contro i senatori a vita. E' successo in aula a
palazzo Madama: l'aula ha approvato, nell'ambito dell'esame del
bilancio interno di Palazzo Madama, con una maggioranza schiacciante, 254 voti contro 4 no e 4 astenuti, un ordine del giorno del Movimento Cinque Stelle sottoscritto anche dalla Lega che incide sulla loro diaria.
I senatori a vita, infatti, sono stati finora esentati dal
rilevamento relativo alle presenze in aula ai fini della corresponsione
della parte variabile della diaria. Nell'ordine del giorno, invece, si
impegnano i Questori e il Consiglio di presidenza a far rientrare i
senatori a vita in quel rilevamento.
E questo, si precisa, anche "valutate le presenze totali dei cinque
senatori a vita alle votazioni dell'assemblea nel corso della
legislatura corrente".
Inoltre i cinque stelle chiedono di ridurre per i senatori
l'indennità a 5.000 euro e la diaria a un massimo di 3.500 euro e di
stipulare convenzioni con le compagnie aeree low cost.
Queste alcune delle proposte contenute negli ordini del giorno
presentati dal Movimento 5 Stelle al bilancio del Senato. "Vedremo come
votano i partiti", è la sfida dei 5 Stelle. Che indicano quindici
capitoli su cui intervenire, a partire dalla "riduzione dell'indennita'
dei senatori a 5.000 euro e della diaria a 3.500, sulla base esclusiva
delle presenze in Aula", togliendo la diaria "ai senatori assenti più
del 30%".
I 5 Stelle propongono l'abolizione dell'assegno di fine mandato e la
"rendicontazione diaria obbligatoria sul sito del Senato". E ancora: la
riduzione del 50% delle spese di rappresentanza, un contributo di
solidarieta' per i vitalizi dei parlamentari in essere (10% fino a 90
mila euro e 20% per la parte eccedente), la riduzione degli stipendi dei
dipendenti del senatore. Oltre alla "dematerializzazione degli atti
parlamentari", con un abbandono progressivo della carta.
venerdì 27 settembre 2013
Manifestazione F.I. a Roma il 4 ottobre
Il 4 ottobre a Roma andrà in scena la manifestazione di Forza Italia
per sostenere Silvio Berlusconi. "Per reagire all'attacco contro il
presidente Silvio Berlusconi e il diritto alla piena rappresentanza di
milioni di italiani che lo votano, Forza Italia ha deciso di convocare
una manifestazione per venerdì 4 ottobre, in concomitanza con la
riunione della Giunta per le autorizzazioni del Senato. La
manifestazione dal titolo 'Siamo tutti decaduti' - si legge sul sito -
si terrà alle ore 17 a Roma, a Piazza Farnese. L'attacco allo stato di
diritto e ai fondamentali principi democratici merita una nostra
fortissima risposta. Ti aspettiamo, non mancare".
Intanto, è in corso una riunione a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i big del Pdl. A via del Plebiscito sono ora presenti i due capigruppo di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani. Atteso anche il vice premier Angelino Alfano, ora a palazzo Chigi per incontrare il premier Enrico Letta.
Intanto, è in corso una riunione a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i big del Pdl. A via del Plebiscito sono ora presenti i due capigruppo di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani. Atteso anche il vice premier Angelino Alfano, ora a palazzo Chigi per incontrare il premier Enrico Letta.
giovedì 26 settembre 2013
Schifani : 87 senatori su 91 hanno firmato dimissioni.
In una nota Renato Schifani capogruppo dei senatori PDL ha sottolineato che 87 senatori su 91 avrebbero firmato le dimissioni,e che i mancanti firmeranno nelle prossime ore a questo punto sul piatto delle ipotesi per Napolitano sembra aprirsi uno scenario mai verificatosi prima, una crisi breve che potrebbe provocare immediate elezioni politiche.
Le dichiarazioni del capogruppo PDL vengono al termine di una giornata concitata con prima le dichiarazioni del Quirinale su dimissioni inquietanti e quelle di Letta che tornando a Roma vuole verificare la tenuta del governo.
Le dichiarazioni del capogruppo PDL vengono al termine di una giornata concitata con prima le dichiarazioni del Quirinale su dimissioni inquietanti e quelle di Letta che tornando a Roma vuole verificare la tenuta del governo.
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