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lunedì 30 settembre 2013

Berlusconi ricompatta F.I. e conferma uscita dal governo

Fi non è assolutamente estremista. Lo avrebbe detto Silvio Berlusconi ai gruppi del Pdl riuniti alla Sala della Regina di Montecitorio. Il Cavaliere ha precisato di aver preso lui la scelta di ritirare la delegazione pidiellina a palazzo Chigi e di avere avvisato tutti.


Dobbiamo spiegare agli italiani le nostre ragioni, ha continuato. Fi non è un movimento di estremisti. Non sono stato costretto a far dimettere i nostri ministri, l'ho deciso io, ha ribaditoHo deciso da solo nella notte, ha spiegato, perché gli italiani non capivano come facevamo a stare al governo con la sinistra se i nostri parlamentari si erano dimessi.Poi un nuovo affondo contro la magistratura che usa la giustizia a fini politici e lo perseguita. Certi giudici sono il cancro della democrazia, avrebbe dichiarato. Parlando ai gruppi del Pdl nella sala della regina a Montecitorio, il Cavaliere avrebbe poi assicurato di aver sempre pagato le tasse.

Berlusconi è poi tornato a prendersela con Magistratura democratica. Per i giudici di Md c'è democrazia solo se la sinistra è al potere. Hanno fatto piazza pulita dei partiti democratici.Magistratura democratica è un'associazione prevalentemente segreta. In altri Paesi le toghe non hanno questo strapotere, avrebbe sottolineato Berlusconi durante l'assemblea dei gruppi del Pdl a Montecitorio.

Hanno usato la retroattività della legge Severino per allontanarmi dalla vita politica, è una cosa mai vista, ha continuato. Si tratta di una duplice situazione antidemocratica se unita alla magistratura politicizzata. Così vogliono eliminare dalla scena il leader dei moderati.La Cassazione non ha risposto alle 40 eccezioni sollevate, ha detto Berlusconi ai parlamentari del Pdl.

Poi, con una battuta, avrebbe punzecchiato i dissidenti del Pdl: c'è gente che scappa di casa, ma i panni sporchi si lavano in famiglia.Ho riunito e parlato con i ministri, con loro c'è unità d'intenti, ha detto Berlusconi, che avrebbe invitato tutti a marciare compatti. Loro temono una perdita di consensi, forse hanno ragione, ma ormai tutto è superato e lo spiegheremo agli italiani, avrebbe aggiunto il leader azzurro. Dobbiamo restare uniti, avrebbe sottolineato l'ex premier.

I ministri mi avevano dato le loro dimissioni due giorni prima, poi ho deciso da solo, ha detto ancora. Le loro giuste preoccupazioni le hanno fatte pubblicamente, anziché risolvere internamente.

I panni sporchi si lavano in famiglia, avrebbe sottolineato ancora, ma i ministri lo hanno fatto in buona fede, abbiamo chiarito tutto. Non dobbiamo dare all'esterno l'impressione che sta dando il Pd, avrebbe spiegato il Cav.Il Pd ha violato i patti, ma noi diremo sì ai decreti su Iva e Imu e poi si andrà al voto, ha continuato Berlusconi, tornando a prendersela con i suoi alleati di governo, Letta e il Pd per non aver rispettato gli impegni presi. Il Cavaliere indica la sua road map: subito il varo della legge di stabilità e poi mantenere le promesse su Imu e Iva, infine tornare alle urne.


Assicuriamo in una settimana i voti sulla cancellazione dell'Imu, per il varo della legge di stabilità che non aumenti le tasse e per l'abolizione dell'Iva. Poi puntiamo alle urne, perché non si riesce a fare riforme vere, avrebbe detto.

No a governicchi con un partito di transfughi e traditori, avrebbe poi ribadito Berlusconi.Il Cavaliere si è detto pronto a tornare il tv per spiegare agli italiani le ragioni del suo strappo con il ritiro dei ministri pidiellini dal governo Letta. Spiegherò agli italiani le ragioni della mia scelta, presto interverrò, avrebbe anticipato l'ex premier.A proposito delle 'dimissioni di massa' dei parlamentari, il Cavaliere avrebbe detto: il più bel regalo di compleanno che mi avete fatto sono state le lettere di dimissioni.

Dobbiamo restare uniti, ha detto Berlusconi che avrebbe respinto le dimissioni dei suoi parlamentari. Le parole del Cavaliere sono state accolte da un applausoDurante la riunione Berlusconi avrebbe confermato la kermesse di partito del 4 ottobre in piazza Farnese in concomitanza con il voto alla Giunta di palazzo Madama sulla sua decadenza

venerdì 27 settembre 2013

De Gregorio accusa Berlusconi a Servizio Pubblico ma cade in contraddizione continuamente.

De Gregorio racconta la sua verita' cadendo in constanti contraddizioni di date e fatti ma il pubblico lo applaude lo stesso,Belpietro nell'arena di Santoro si batte come un leone con un pubblico schierato come in una partita di calcio. Travaglio solita mitraglia di accuse non fa piu' notizia.

 

ROMA - Fu Silvio Berlusconi a pilotare la "strategia di sabotaggio" per far cadere il governo Prodi. Sergio De Gregorio, in un'intervista rilasciata alla trasmissione di Michele Santoro per La7, conferma le accuse già fatte davanti ai magistrati. E ricostruisce quanto accadde nel 2008, subito prima della caduta del governo di centrosinistra: "Ho dato dimostrazione ai pm di quanto raccontato. I tre milioni avuti li ho versati sui conti correnti delle mie società. Ho portato le prove dei versamenti. Non sono un visionario e non ho mai detto nulla che non sapessi con certezza". All'intervistatore che gli ricorda che materialmente il denaro gli fu versato da Valter Lavitola, l'ex senatore risponde: "Silvio Berlusconi mi ha supportato e spinto perchè attivassi quella strategia di sabotaggio".

De Gregorio racconta di essere stato "comprato, usato e gettato via". Dopo l'arresto di Valter Lavitola dice di essersi "preoccupato" e di averi riferito del suo timore "che quella cosa ci piombasse addosso" al legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. Ma le sue preoccupazioni - dice - furono "sottovalutate" e alla sua richiesta di sentirsi vicini i vertici del Pdl gli fu risposto con il silenzio. Chiesi a Berlusconi di incontrarlo e a dicembre mi arrivò una telefonata della sua segretaria - dice - in questi sei mesi di anticamera ho capito che avevano pensato di comprare, usando e gettando, un uomo che aveva fatto per loro tanti servizi.

De Gregorio ha ripetuto di aver ricevuto dal coordinatore del Pdl, Denis Verdini, l'offerta di una candidatura ma di aver rifiutato perchè "ho deciso di uscire dalla politica". E ha confermato anche la sua ricostruzione di come siano state bloccate le indagini su Berlusconi e su Frank Agrama, cioè le pressioni sulle autorità Hong Kong per fermare le inchieste della magistratura italiana sui fondi neri. Infine, il giudizio sul Cavaliere. Dal parlamento italiano "non sono usciti tutti gli impresentabili. Il primo degli impresentabili è il capo del partito".