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mercoledì 23 ottobre 2013

Compravendita di senatori, Berlusconi rinviato a giudizio

E’ arrivato il primo punto giudiziario sulla vicenda della compravendita dei senatori. Silvio Berlusconi e Valter Lavitola saranno processati dai giudici della IV sezione penale di Napoli a partire dall’11 febbraio 2014. Per Sergio De Gregorio il giudice per l’udienza preliminare Amelia Primavera ha ratificato il patteggiamento a 20 mesi. 


Cuore del processo il versamento dell’ex presidente del Consiglio di 3 milioni di euro a De Gregorio perché cambiasse schieramento e contribuisse a determinare la crisi del governo Prodi. La procura di Napoli aveva chiesto il giudizio immediato nei confronti del leader del Pdl, dell’ex senatore dell’Idv e dell’ex direttore dell’Avanti, ma il gip aveva respinto e si è quindi celebrata l’udienza preliminare.

Lavitola, nelle sue dichiarazioni spontanee davanti al giudice per l’udienza preliminare, questa mattina aveva dichiarato: “Sono stato corriere inconsapevole. Mi si accusa di avere portato mezzo milione di euro a De Gregorio in un pacchettino. Io ho dato questi soldi black (in nero, ndr), ma sono stato solo un postino, non conoscevo la ragione del pagamento”. La sua deposizione, però, è stata a tratti ambigua, ed è stato difficile distinguere le ammissioni di Lavitola dalle citazioni tratte dalle carte dell’accusa. Accusa secondo la quale Berlusconi avrebbe corrotto De Gregorio per far cadere la maggioranza di centrosinistra guidata da Romano Prodi dopo le elezioni del 2006, che al Senato si reggeva su un esiguo numero di voti.

Dopo questa frase nella quale l’ex direttore dell’Avanti sembrava ammettere quindi di aver portato mezzo milione in contanti al senatore De Gregorio per conto di Berlusconi, anche se da mero “corriere inconsapevole”, nel prosieguo delle sue dichiarazioni spontanee ha lasciato un velo di ambiguità: “Anche ammesso che io abbia effettuato questi pagamenti, sono stato un corriere”. Le sue dichiarazioni sono state interrotte dai pm in alcuni passaggi, ma Lavitola ha potuto comunque dare sfogo alla sua verve nei confronti dell’avvocato Niccolò Ghedini sulla cui professionalità ha usato parole pesanti e anche nei confronti di sua moglie: “Per fortuna mi hanno arrestato, la convivenza stava diventando impossibile”. Nell’udienza è stata ufficializzata anche la nomina del parlamentare Pdl Maurizio Paniz, celebre per aver sosetnuto alla Camera che Berlusconi fosse davvero convinto della parentela di Ruby, la giovane marocchina protagonista del processo che ha visto l’ex premier condannato in primo grado per concussione e prostituzione minorile, con l’ex presidente egiziano Mubarak.

L’avvocato di Silvio Berlusconi, Michele Cerabona, ha poi voluto precisare che Lavitola non ha fatto “ammissioni”, come riportato da “alcuni organi di stampa”, ma ha parlato per via “ipotetica”. L’avvocato Cerabona ha preannunciato inoltre che la sua linea sarà quella di sostenere che il reato di corruzione non si configura, dal momento che i parlamentari sono liberi di esercitare le loro funzioni.

Lavitola ha anche affermato di avere consegnato a De Gregorio consistenti somme di denaro provenienti dal finanziamento al quotidiano L’Avanti!, dei quali entrambi erano soci, e che parte del denaro era stato in precedenza prestato da De Gregorio allo stesso Lavitola.

venerdì 27 settembre 2013

De Gregorio accusa Berlusconi a Servizio Pubblico ma cade in contraddizione continuamente.

De Gregorio racconta la sua verita' cadendo in constanti contraddizioni di date e fatti ma il pubblico lo applaude lo stesso,Belpietro nell'arena di Santoro si batte come un leone con un pubblico schierato come in una partita di calcio. Travaglio solita mitraglia di accuse non fa piu' notizia.

 

ROMA - Fu Silvio Berlusconi a pilotare la "strategia di sabotaggio" per far cadere il governo Prodi. Sergio De Gregorio, in un'intervista rilasciata alla trasmissione di Michele Santoro per La7, conferma le accuse già fatte davanti ai magistrati. E ricostruisce quanto accadde nel 2008, subito prima della caduta del governo di centrosinistra: "Ho dato dimostrazione ai pm di quanto raccontato. I tre milioni avuti li ho versati sui conti correnti delle mie società. Ho portato le prove dei versamenti. Non sono un visionario e non ho mai detto nulla che non sapessi con certezza". All'intervistatore che gli ricorda che materialmente il denaro gli fu versato da Valter Lavitola, l'ex senatore risponde: "Silvio Berlusconi mi ha supportato e spinto perchè attivassi quella strategia di sabotaggio".

De Gregorio racconta di essere stato "comprato, usato e gettato via". Dopo l'arresto di Valter Lavitola dice di essersi "preoccupato" e di averi riferito del suo timore "che quella cosa ci piombasse addosso" al legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. Ma le sue preoccupazioni - dice - furono "sottovalutate" e alla sua richiesta di sentirsi vicini i vertici del Pdl gli fu risposto con il silenzio. Chiesi a Berlusconi di incontrarlo e a dicembre mi arrivò una telefonata della sua segretaria - dice - in questi sei mesi di anticamera ho capito che avevano pensato di comprare, usando e gettando, un uomo che aveva fatto per loro tanti servizi.

De Gregorio ha ripetuto di aver ricevuto dal coordinatore del Pdl, Denis Verdini, l'offerta di una candidatura ma di aver rifiutato perchè "ho deciso di uscire dalla politica". E ha confermato anche la sua ricostruzione di come siano state bloccate le indagini su Berlusconi e su Frank Agrama, cioè le pressioni sulle autorità Hong Kong per fermare le inchieste della magistratura italiana sui fondi neri. Infine, il giudizio sul Cavaliere. Dal parlamento italiano "non sono usciti tutti gli impresentabili. Il primo degli impresentabili è il capo del partito".