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sabato 16 novembre 2013

Sondaggi, Forza Italia Basta il vecchio nome: così aumentano i voti

Lo chiamano brand. Nelle ricerche di mercato il marchio è uno degli «oggetti» più analizzati. Un altro termine americano: awarness. La conoscenza, la consapevolezza. Se ne fanno di tutti i colori per capire quanto il marchio di un prodotto sia conosciuto, posizionato, eccetera, con altri e sempre più strani termini Usa per definire le tecniche delle indagini di mercato. D’altronde gli americani non sono certo sprovveduti e sanno quanta forza commerciale possa avere il marchio di un prodotto. Ed in politica pare essere la stessa cosa. È accaduto che domenica scorsa si sia riformata la Nuova An che, sostengono i promotori, vuole riportare sulla scena politica il «simbolo di un partito scioltosi quattro anni fa senza essere stato sconfitto alle elezioni e senza avere problemi con la giustizia».


La scissione del Pdl tra falchi e filo-governativi può essere trasformata dal Cavaliere in una nuova occasione. Vi spiego. Si mantengono entrambi i simboli: ovvero si accontentano entrambe le fazioni e, soprattutto, si dà una maggiore offerta all’elettore. Normalmente il nostro istituto non pubblica le intenzioni di voto ai partiti, preferisce concentrarsi su altri tipi di analisi, per ragioni che sono state già spiegate, ma per avere una riprova di quanto potrebbe succedere si è fatta un’eccezione. Il risultato è stupefacente.  La nuova An al 6%, Fratelli d’Italia neanche all’1%. Pdl al 10% e Forza Italia al 18%. La somma dà 5 punti in più di quanto veniva dato il partito unitario del centrodestra negli ultimi sondaggi. Anche a sinistra si vede. Vendola indagato? Ecco che alcuni si rifugiano in Rifondazione o dai Comunisti Italiani. Vi sono due fatti che mi inducono a confermare la bontà di questi dati. Uno è puramente numerico.

 I valori degli altri partiti si comportano in maniera attesa: il Pd, che non è certo influenzato da quello che avviene a destra, resta  sul valore che tutti gli stanno attribuendo in questo periodo, così come la stessa Scelta Civica o Casini. Grillo invece arretra di almeno 5 punti rispetto agli ultimi sondaggi. Gli indecisi tornano ad una quota fisiologica (in questo caso al 28%) dopo essere stati mesi almeno al 40%. Si è già detto come molti delusi del centrodestra si siano rifugiati nei 5 Stelle o siano andati nel non-voto. Eccoli che tornano. Il secondo fatto è che quando si pensa ai tentativi dei socialisti o dei democristiani di ricompattarsi sotto il vecchio simbolo si pensa al fallimento. E allora perché in questo caso le cose sembrano andare così bene? È già stato detto per An, ma neanche Forza Italia o il Pci sono stati sconfitti alle elezioni o sono stati travolti dalla giustizia. Non è quindi illogico quello che sta succedendo.

Berlusconi rinasce Forza Italia,giovani datevi da fare ,scissionisti di Alfano nel "Nuovo Centrodestra"

"Siamo qui per ratificare la dipartita nostra dal Pdl, che probabilmente potrà restare come nome per la coalizione di tutti i moderati e per la nascita di Forza Italia che da tanto tempo avevamo nel nostro cuore". Ha esordito così Silvio Berlusconi nel suo intervento al Palazzo dei Congressi per il Consiglio nazionale del Pdl. "Siete consapevoli che la difesa della libertà dipende da noi?", ha detto Berlusconi nel suo intervento.
La divisione che si è determinata nel Pdl va "contro la missione di unire i moderati" ed è stata motivata non da questioni legate ai valori ma "per distanze personali", dopo tante dichiarazioni che si sono "succedute sulle agenzie", ha affermato Berlusconi.
 

"Ho appreso con dolore ad un certo punto che veniva annunciata la nascita di un nuovo centrodestra. Stanotte vi confesso che non ci ho dormito", ha dichiarato. "Nuovo centrodestra non è un nome fortunato visti i componenti. E visto che ci sono Fratelli d'Italia gli avevo consigliato di chiamarsi Cugini d'Italia", ha ironizzato. Tuttavia "vi invito a non fare alcuna dichiarazione nei loro confronti" ma di tenere lo stesso atteggiamento "che abbiamo nei riguardi della Lega e di Fratelli d'Italia", perché, "nonostante all'inizio potranno apparire alleati della sinistra", dovranno "necessariamente far parte della coalizione di centrodestra". Silvio Berlusconi torna a porre la questione dell'alleanza con il Pd.

 Il Cavaliere ricorda di aver posto agli alfaniani la questione di "come si fa a stare al tavolo dello stesso governo con chi vuole l'uccisione del vostro leader". Ripercorrendo le fasi precedenti la rottura determinatasi all'interno del partito, con riferimento al voto di fiducia al governo il 2 ottobre in Senato, ha spiegato: "Avevo ripetutamente fatto presente che in questo momento non siamo più in grado di far cadere il governo - ha ribadito -; che il Movimento 5 stelle ha diversi senatori che fruiscono per questo titolo di nobiltà più di 14mila euro; che non sarebbero stati disposti a perdere titolo e assegno e sono venuti fuori 20 nomi sicuri che hanno garantito il loro sostegno al governo. Noi al massimo ci saremmo messi fuori, dando il nostro assenso ai provvedimenti che avremmo ritenuto utili alla comunità". "Alla Merkel e a Sarkozy dava fastidio questo signore che aveva l'esperienza e la forza di dire no alle loro proposte che a me apparivano insensate", ha poi affermato. L'ex premier ha ricordato la richiesta di limiti per le auto italiane per l'emissione di gas per il buco dell'ozono, l'introduzione della Tobin tax, a cui sarebbe stato favorevole a patto che tutti gli Stati fossero d'accordo. Una tassa che poi è stata introdotta dal governo di Mario Monti "che ha fatto una politica in ginocchio alla Germania".

"Nei ministri del nostro governo non vedo il necessario coraggio - ha continuato - né la statura per farsi ascoltare in Europa" al fine di fronteggiare la crisi economica, ha detto Berlusconi. "Se dovesse esserci un governo Pd-M5S molti di noi sarebbero costretti a espatriare", ha poi sottolineato, invocando quindi come unica soluzione quella "di far votar tutti per Forza Italia". Parlando della sentenza sui diritti tv, Berlusconi ha annunciato: "Ci saranno presto delle importanti novità" in grado di ribaltare la sentenza di condanna per i diritti tv, emerse "dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo". Berlusconi dice di non spiegarsi "la fretta" nella procedura di decadenza da palazzo Madama e ipotizza: "Forse il Pd vuole la mia testa su un piatto d'argento per l'8 dicembre", data delle primarie. "Come chiamereste questi signori che calpestano la legge? Io li chiamo fuorilegge", ha affermato riferendosi alla posizione assunta dal Pd nell'iter seguito per l'esame al Senato della questione della sua decadenza. Tra gli applausi del Consiglio nazionale, Berlusconi ha dichiarato: "Perché Forza Italia? Perché siamo inguaribili ottimisti e ci vogliamo riprovare ancora, vogliamo una nuova primavera e la resurrezione di un nome che abbiamo dentro il cuore". Il partito dovrà avere le "porte aperte" e non dovrà più accadere che "chi vuole iscriversi non sappia a chi rivolgersi" e per questo ci sarà una riorganizzazione sul territorio e la nascita dei club, "ho bisogno di sostegno - ha detto - chiamiamoli Club Forza Silvio". Il Cavaliere ha aggiunto di volere che "i club facciano anche volontariato, nel momento in cui il Paese soffre la miseria".

 Dopo un'ora e mezza di intervento Berlusconi ha confessato di non riuscire a trattenere l'"emozione" e ha mostrato visibilmente i segni di stanchezza e stress. Immediatamente è salito sul palco il medico personale Alberto Zangrillo, seguito dagli uomini della scorta e da esponenti di partito a cominciare dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta. Berlusconi è sceso dal palco appoggiandosi ad un uomo della scorta poi, qualche minuto dopo è risalito per votare il documento che sancisce il ritorno a Forza Italia.
Alla fine il 100% degli aventi diritto ha approvato il documento presentato al Consiglio nazionale del Pdl e letto da Renato Brunetta dal podio per la votazione. Prima di procedere, per alzata di badge, Brunetta ha precisato i dati della composizione dell'assemblea: su 870 componenti, i presenti aventi diritto di voto erano 613, pari a oltre il 70% del plenum, e poi c'erano un certo numero di assenti con regolare giustificazione.

Al momento del voto, Brunetta, che aveva dietro di sé proprio Silvio Berlusconi che ci ha tenuto a indossare anche lui il cartellino, ha richiamato tutti alla massima attenzione e a mantenere un certo ordine per poter verificare il risultato. Si è cominciato con gli astenuti: zero. Quindi i contrari: zero. L'approvazione del documento con la fine delle attività del Pdl, l'avvio di quella di Fi, e l'investitura di Silvio Berlusconi è così passata all'unanimità.

mercoledì 2 ottobre 2013

Alfano contro Berlusconi, si fa la conta dei senatori.

Dopo lo scontro di questa notte fra il segr.Alfano e Berlusconi si parla ormai di scissione,vediamo i numeri a favore e contro per il voto domani sulla fiducia al governo Letta.

 
 "Esprimeremo voto contrario al governo Letta", dicono senza misure i senatori campani Franco Cardiello, Mimmo De Siano, Ciro Falanga, Enzo Fasano, Petro Langella, Eva Longo, Antonio Milo, Alessandra Mussolini, Cosimo Sibilia, Riccardo Villari, Luigi Compagna e Giuseppe Esposito. Stessa posizione per una folta pattuglia di senatori veneti: Maria Elisabetta Alberti Casellati, Anna Cinzia Bonfrisco, Niccolò Ghedini, Franco Conte, Mario Dalla Tor, Marco Marin, Giovanni Piccoli e Pierantonio Zanettin.(altri che ancora non si sono espressi)

''Sono pronto a votare la fiducia al governo Letta, insieme al segretario del Pdl Angelino Alfano'', Formigoni. Giovanardi e Domenico Scilipoti. Andrea Augello,Federica Chiavaroli, Salvatore Torrisi: ,Fabrizio Cicchitto e tutti i ministri ( Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e Maurizio Lupi). Ma se ne potrebbero aggiungere altri che ancora non si sono espressi.

Si prepara una battaglia all'ultimo voto che comunque vada lasciera' strascichi sulla prossima composizione del centro destra italiano.