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lunedì 4 novembre 2013

Caso Ligresti, Pdl in difesa della Cancellieri: ''Non deve dimettersi''

All'indomani della difesa del premier Enrico Letta, anche il Pdl scende in campo al fianco del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, finita nella bufera per il suo intervento sul caso di Giulia Ligresti. Il Guardasigilli non deve dimettersi, "anzi, martedì prossimo, quando riferirà alla Camera io la difenderò ma le ricorderò che i due pesi e le due misure non sono accettabili", ha detto l capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta ospite di SkyTg24.




"Come non si può fare un parallelo con il caso Berlusconi - ha aggiunto Brunetta riferendosi al caso Ruby nell'Intervista a Maria Latella su Skytg24- sarebbe ipocrita non farlo. Tutti gli italiani stanno pensando questo: 7 anni a Berlusconi per una telefonata in questura per sapere se una persona, che non aveva fatto nulla, poteva essere affidata a qualcuno che si prendesse cura di lei".

venerdì 1 novembre 2013

Pd: «Su Ligresti scarcerata Cancellieri chiarisca in Aula»

Deflagra la polemica su Annamaria Cancellieri che è intervenuta per scarcerare Giulia Ligresti. «Il ministro riferisca in Aula e poi, a seguito di quanto dirà, ciascuna forza politica farà le sue valutazioni. Il Pd farà le sue», dichiara Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, a SkyTg24. «No a strumentalizzazioni del caso, in primo luogo con la richiesta ora di dimissioni. Serve chiarezza in tempi rapidi - precisa Leva - sia perchè ci sono intercettazioni, e va ben chiarito il senso di quelle parole, e poi perchè bisogna fugare ogni dubbio che in Italia vi siano detenuti di seria A e di serie B». «Se la Cancellieri é intervenuta a favore di una detenuta gravemente malata, ha fatto bene. Purché lo faccia con tutti», commenta Salvatore Margiotta, sempre dei Democratici.


Duro il giudizio dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura. Per il presidente dell'Oua, Nicola Marino, quella della Cancellieri, «è una condotta gravissima, un ennesimo episodio di “mala politica” a tutela di una “potente”. Assistiamo - aggiunge - a una gestione opaca di una vicenda, in cui un malinteso senso dell'amicizia porta a un interessamento che, seppur si dimostrasse lecito, è decisamente censurabile».

«Il ministro Cancellieri non può certo essere criminalizzata per una telefonata da giustizialisti a corrente alternata che continuano a far danni di ogni tipo. Il ministro non può essere attaccata perché si è preoccupata per una persona che in carcere rischiava la vita per anoressia. Questa preoccupazione è stata espressa in forme di estrema correttezza», afferma invece Fabrizio Cicchitto (Pdl). «Da un lato - spiega - un magistrato come il dottor Caselli che a Torino svolge un ruolo assai importante ha affermato che non c'è stata pressione di alcun tipo e che tutto si è svolto in modo regolare come avviene in tutti i casi dello stesso tipo. È evidente la strumentalità anti-governativa di certi titoli di giornale e di alcuni interventi parlamentari». «D'altra parte - conclude Cicchitto - sul terreno parlamentare fa fede quello che ha dichiarato il Presidente della Commissione Speciale sui diritti umani al Senato Luigi Manconi, personalità assai sensibile per i diritti dei carcerati sia che essi si chiamino Ligresti sia che si chiamino Rossi o che abbiano il nome di un immigrato».