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martedì 5 novembre 2013

Dieci cose da sapere sul caso Cancellieri


 Il 17 luglio Giulia Ligresti viene arrestata insieme a suo padre Salvatore (che però viene messo agli arresti domiciliari) su richiesta della procura di Torino nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del gruppo assicurativo Fondiaria Sai.


 Il 2 agosto Giulia Ligresti chiede di patteggiare la pena.

 Il 5 agosto arriva alla psicologa del carcere la prima segnalazione di un “peggioramento delle condizioni di salute” di Giulia Ligresti.

 Il 6 agosto il giudice per le indagini preliminari respinge l’istanza di scarcerazione.

 Il 18 agosto il fratello di Salvatore Ligresti, Antonino Ligresti, telefona alla ministra della giustizia Anna Maria Cancellieri per due volte, ma non riceve risposta e lascia un messaggio in segreteria.

 Il 18 o il 19 agosto la ministra Anna Maria Cancellieri ha chiamato i due vicecapi dell’autorità penitenziaria Francesco Cascini e Luigi Pagano per “sensibilizzarli” sulla vicenda e “perché facessero quanto di loro stretta competenza”.

 Il 22 agosto il procuratore Vittorio Nessi ascolta Anna Maria Cancellieri sulla vicenda.

 Il 28 agosto Giulia Ligresti ottiene gli arresti domiciliari, dopo una perizia del 26 agosto che certifica la sua malattia.

 Il 31 ottobre viene pubblicata l’intercettazione di una telefonata tra Anna Maria Cancellieri e Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti. Nella telefonata Anna Maria Cancellieri, che non è indagata nell’inchiesta Fonsai, si era detta dispiaciuta per l’arresto dei Ligresti.

 Il 5 novembre la ministra Cancellieri riferirà in parlamento sulla vicenda. Cancellieri ha già offerto due volte le sue dimissioni, ma il presidente del consiglio Enrico Letta le ha respinte.

venerdì 1 novembre 2013

Pd: «Su Ligresti scarcerata Cancellieri chiarisca in Aula»

Deflagra la polemica su Annamaria Cancellieri che è intervenuta per scarcerare Giulia Ligresti. «Il ministro riferisca in Aula e poi, a seguito di quanto dirà, ciascuna forza politica farà le sue valutazioni. Il Pd farà le sue», dichiara Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, a SkyTg24. «No a strumentalizzazioni del caso, in primo luogo con la richiesta ora di dimissioni. Serve chiarezza in tempi rapidi - precisa Leva - sia perchè ci sono intercettazioni, e va ben chiarito il senso di quelle parole, e poi perchè bisogna fugare ogni dubbio che in Italia vi siano detenuti di seria A e di serie B». «Se la Cancellieri é intervenuta a favore di una detenuta gravemente malata, ha fatto bene. Purché lo faccia con tutti», commenta Salvatore Margiotta, sempre dei Democratici.


Duro il giudizio dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura. Per il presidente dell'Oua, Nicola Marino, quella della Cancellieri, «è una condotta gravissima, un ennesimo episodio di “mala politica” a tutela di una “potente”. Assistiamo - aggiunge - a una gestione opaca di una vicenda, in cui un malinteso senso dell'amicizia porta a un interessamento che, seppur si dimostrasse lecito, è decisamente censurabile».

«Il ministro Cancellieri non può certo essere criminalizzata per una telefonata da giustizialisti a corrente alternata che continuano a far danni di ogni tipo. Il ministro non può essere attaccata perché si è preoccupata per una persona che in carcere rischiava la vita per anoressia. Questa preoccupazione è stata espressa in forme di estrema correttezza», afferma invece Fabrizio Cicchitto (Pdl). «Da un lato - spiega - un magistrato come il dottor Caselli che a Torino svolge un ruolo assai importante ha affermato che non c'è stata pressione di alcun tipo e che tutto si è svolto in modo regolare come avviene in tutti i casi dello stesso tipo. È evidente la strumentalità anti-governativa di certi titoli di giornale e di alcuni interventi parlamentari». «D'altra parte - conclude Cicchitto - sul terreno parlamentare fa fede quello che ha dichiarato il Presidente della Commissione Speciale sui diritti umani al Senato Luigi Manconi, personalità assai sensibile per i diritti dei carcerati sia che essi si chiamino Ligresti sia che si chiamino Rossi o che abbiano il nome di un immigrato».