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sabato 7 dicembre 2013

Alfano sul palco ''Puntiamo allo scudetto'' e spunta una scatola di farmaci "Ncdina"

"Guardiamoci attorno. Siamo già un movimento politico per i moderati. Un movimento di milioni di italiani che sono pronti a votarci". Lo ha detto Angelino Alfano dal palco degli studios per la prima convention di Ncd. Un grande applauso saluta l'arrivo di Angelino Alfano al capannone centrale degli 'Studios' per il lancio ufficiale del Nuovo centrodestra.



Sul palco Maurizio Lupi si improvvisa 'presentatore'. Con il microfono in mano il ministro dei Trasporti 'coordina i lavori' e assicura: "Qui è pieno come un uovo... siamo molti, molti di più di quanto ci immaginavamo. C'è tantissima gente al punto che fuori sono rimaste oltre cinquemila persone". Poi chiama la platea a gridare la frase: "Perché noi siamo il nuovo centrodestra...". Lupi annuncia poi che "l'assemblea costituente del Nuovo centrodestra si terrà nel marzo 2014". E fino a quella data il primo impegno importante del partito "è costituito dal lancio di migliaia di circoli in tutta Italia". Sul maxischermo allestito sul palco principale viene lanciato alla platea l'invito a costituire i circoli del Nuovo centrodestra con lo slogan: 'i circoli siete voi'. Ogni presidente di circolo, puntualizza Lupi, avrà diritto di voto all'assemblea costituente. Sul palco degli Studios si alternano i protagonisti. Renato Schifani, presidente del comitato promotore Ncd, sottolinea: "Noi facciamo la politica con la consapevolezza che il nostro avversario non è un nemico. Per noi la politica non è attaccare tutte le istituzioni. Stiamo facendo il bene del Paese, non potevamo andare al buio. Per me è stata una scelta forte, ma resterò coerente con il mio principio e cioè con una giustizia giusta e una burocrazia più snella. Siamo tutti una squadra". Nel suo intervento, tra emozione ed entusiasmo, Rosanna Scopelliti riserva un ironico colpo di teatro e tira fuori una scatola da farmaco la 'Ncdina', ovviamente con i colori della formazione guidata da Alfano. La medicina giusta per il Paese, sottolinea la giovane deputata. Ma non manca la stoccata al segretario: ''La prossima volta, Angelino, le primarie anche per il simbolo, mi raccomando...''. In sala riecheggiano le note di musica pop italiana e straniera, in particolare c'è 'Cosa resterà' di Raf. La scenografia è semplice, prevalgono i colori del blu e bianco. La convention si apre con un video che riprende i protagonisti del nuovo movimento; mentre un altro video omaggia la figura di Nelson Mandela dopo che Lupi ha invitato la platea a cantare 'Fratelli d'Italia' sulle note dell'Inno di Mameli.

lunedì 11 novembre 2013

Berlusconi rompe con Alfano e i falchi sono sul piede di guerra.

Subito i falchi si sono levati in volo, per il Cavaliere un solo consiglio: rompere con Letta. Fare cadere il governo delle larghe intese per l'impossibilità di stare con chi vuole eliminare politicamente Berlusconi. Una posizione che non ha mai conosciuto mediazioni. Rottura e basta. Elezioni subito. I falchi della prima ora sono Denis Verdini, Daniela Santanché, Daniele Capezzone.


La lista -  Nell'elenco dei falchi, dei duri e puri, ci sono pure Augusto Minzolini, il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, Augusto Minzolini, Manuela Repetti, Mario Mantovani. Un passo indietro sono i mediatori, anche loro fedelissimi a Berlusconi ma tentano di ricucire, vogliono evitare la rottura: sono Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Paolo Romani e Renato Schifani. Il tempo stringe e entro sabato 16 niovembre non potranno più "stare nel mezzo", dovranno schierarsi: o con Silvio o contro Silvio. E proprio oggi, lunedì 11 novembre, la colomba Fabrizio Cicchitto, ha scritto una nota contro i falchi e l'ultima uscita di Berlusconi: "Ci dispiace moltissimo, ma non condividiamo la posizione assunta dal presidente Berlusconi che ha fatto sua la posizione degli estremisti e che vuole far cadere a tutti i costi il governo. La caduta del governo provocata dal Pdl per puntare ad elezioni immediate, peraltro improbabili, sarebbe infatti solo un favore fatto al Pd: il Pdl avrebbe l’handicap di aver provocato una crisi di governo con conseguenze assai negative dal punto di vista economico e finanziario, si assumerebbe la responsabilità della mancata realizzazione delle riforme istituzionali e non avrebbe nemmeno un candidato premier: Berlusconi non si può presentare, Alfano è contestato dai falchi, altre candidature non sono maturate. Molto meglio allora andare avanti fino al 2015, fare le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale, avviare una politica economica per la crescita, e avere il tempo per rilanciare un nuovo grande centrodestra che aggreghi tutte le forze disponibili, sia sulla destra che sul centro, e che, se si evitasse la rottura, si potrebbe fondare sul binomio Berlusconi-Alfano". Mancano quattro giorni alla resa dei conti.

venerdì 25 ottobre 2013

Alfano a Berlusconi: "In questa Forza Italia io non entro"

L'ora X. L'ufficio di presidenza. Silvio Berlusconi vuole azzerare le cariche e tornare a Forza Italia. Il Cav ha sposato la linea dei falchi, o meglio dei lealisti. E all'angolo ci finisce Angelino Alfano: l'ex premier avrebbe intenzione di proporre ad Angelino il ruolo di vicesegretario o di vicepresidente di Forza Italia. Numero due, insomma. Berlusconi si ritaglierebbe il ruolo di segretario o presidente con pieni poteri. Sullo sfondo resta l'ipotesi del passaggio di consegne alla figlia Marina, in caso di elezioni anticpate. Quella che sembra defilarsi, dunque, è una Forza Italia a trazione anti-gorvernista. Una FI in contrapposizione alle larghe intese, di cui Alfano è vicepremier. Una Forza Italia con Angelino nuovamente in seconda fila.



L'incontro - Per il segretario e il suo "cerchio magico" è il giorno più difficile. Deve, anzi devono scegliere: restare in Forza Italia o andarsene? E se se ne vanno, in che modo? Oppure piegarsi ai diktat del Cavaliere? La situazione è tesissima, e anche per questo, prima dell'ufficio di presidenza che inizierà alle 17, è stato annunciato un nuovo faccia a faccia tra Berlusconi e Alfano. Il segretario, scuro in volto, avrebbe detto al leader che "in questa Forza Italia io non ci voglio entrare. Silvio, fermati". Altre fonti interne al partito riferiscono che i "filogovernativi", le colombe, fanno pressioni su Berlusconi per rimandare la riunione del partito, poiché manca un'intesa sui futuri assetti interni. Per questo motivo sarebbe stato elaborato un nuovo documento che potrebbe essere diramato a brevissimo per ribadire il peso specifico delle cosiddette colombe.

La conta - Nell'ufficio di presidenza, per inciso, Alfano è destinato ad andare in minoranza. Da Statuto, vi prenderanno parte solamente i "membri effettivi", ovvero 24. Di questi, carte alla mano, soltanto cinque sono annoverabili tra le fila dei cosiddetti governativi: Angelino Alfano, Renato Schifani,Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi e Roberto Formigoni. In nettissima maggioranza, dunque, i lealisti, contrari alle larghe intese e riuniti da Raffaele Fitto. Sei gli indecisi. Ma "se nella peggiore delle ipotesi si dovesse andare alla conta", spiegano gli azzurri, "i lealisti vincerebbero per 13 voti a 11". E il Pdl-Forza Italia, andando alla conta sulla linea politica da seguire, potrebbe - davvero - arrivare alla scissione.